PhP56



Un quadro al giorno......o quasi!
A daily paint....or nearly so!
Un tableau par jour...ou presque!

venerdì 26 aprile 2013

Volto incappucciato


Volto incappucciato






Supporto/support: pannello telato, canvas on panel

Medium: olio, oil, huile.

Dim. support:  40 x 30 cm (support)

Cornice/frame/quadre:  x  cm (legno, wood, bois)
Senza vetro, no glass, sans vitre.


Disponibile, available, disponible.

venerdì 5 aprile 2013

Creare un colore

Sarà anche inutile scrivere queste  righe, ma sono sempre alla base di quelle poche raccomandazioni che possono aiutare a far risparmiare tempo e denaro......


Quando cercate una tonalità e per far ciò avete necessità di mescolare diversi colori fra di loro (soprattutto se utilizzate una tavolozza limitata a pochi colori) non cominciate con grosse quantità: rischiate di dover aggiungere colore su colore per raggiungere il vostro obbiettivo e ritrovarvi con tanto di quel colore (sempre che il risultato sia immediato!!!) da pitturare casa!!

Per esempio, se nella vostra mescola c'è il bianco, iniziate dal colore schiarire al quale aggiungerete il bianco: facendo l'inverso, si rischia di doverne aggiungere, aggiungere....e ritrovarsi con quel mucchio di colore di cui si diceva prima. Nel caso capitasse, NON c'è bisogno di "sprecare"....se ci accorgiamo che ciò "potrebbe" accadere, togliamo una parte della mescola che stavamo lavorando, e continueremo a cercare la nostra tonalità. Inoltre (lo so!! non si cominciano le frasi con inoltre...ma non mi veniva) se la nostra ricerca dovesse andare male (cioè aggiungere un colore che ci scosti completamente dal nostro obbiettivo) potremmo sempre ripartire prendendo un'altro po del mucchietto di prima, e ricominciare da li!!

Quindi, in pratica, facciamo sempre in tempo ad aumentare le nostre quantità: una volta trovata la strada, è facile ripetere le operazioni per ricreare la nostra tonalità. Conviene comunque sempre farlo subito, per evitare che parte del processo ci sfugga di mente....eh si...capita!!!

Se poi vi avanza del colore (o per quantità o per fine sessione) si potrà sempre ricorrere ad uno dei rimedi descritti qui.





Usate la spatola per mescolare e aggiungete olii, trementina, Liquin, ecc....dopo aver raggiunto la vostra meta, e.....soprattutto aggiungeteli solo nel mucchietto che intendete utilizzare durante la sessione: meglio suddividere ancora il nostro colore/tonalità e riuscire a mantenerlo fresco, che doverlo buttare e dover rifare tutto ex novo. Se usate acceleratori (tipo il Liquin, p.e. o altri olii che aiutano all'essiccazione) il vostro mucchietto tenderà ad indurirsi e quindi ad assere inutilizzabile per le successive sessioni di pittura.

giovedì 4 aprile 2013

Scatola porta tubetti olio

Oggi, mi sono deciso ad organizzare meglio quei pochi tubetti che uso. Ma, l'ho fatto principalmente per sistemarli in modo verticale ed ovviare a quelle odiose perdite di olio, soprattutto d'estate, anche se i tappi sono ben chiusi...

Pochi soldi (importante oggi!!) e un po di manualità.
Ho preso una scatola in legno porta bottiglia: di quelle Magnum, da 1,5 Lt. che hanno misure di 12 x 42 cm interne circa. (con circa 8 euro si portano a casa: la mia era addirittura già dipinta di nero)

Dal falegname mi sono fatto tagliare del compensato da 4 mm di spessore per costruire la rastrelliera a lisca di pesce.


Come si vede nella foto, abbiamo due divisori lunghi e otto corti, per formare 9 x 3 caselle di circa 4 x 4 cm cad.
L'altezza utile della scatola è di quasi 12 cm e quindi ci possono stare tubetti anche di 60ml avendo cura di piegare la parte inferiore del tubetto stesso di mezzo giro.


Ecco una vista da sopra della sistematizzazione dei miei colori abituali: si può notare che nel coperchio ho incollato un cartoncino (300 gr da acquerello) sul quale sto aggiungendo man mano una pennellata del colore che inserisco nella scatola.


 Aspetto finale della scatola.

Trovando altre scatole, si potrebbero aggiungere scomparti anche per altre cose, quali: olii, pennelli, o spatole....ma questa è un'altra storia!




venerdì 22 marzo 2013

Supporto tavolozza di carta (oltre a pennelli e scodellini)

Non sapete dove poggiare pennelli, e magari neppure dove attaccare gli scodellini o ancora il blocco di carta che funge da tavolozza? sul tavolo c'è già il cavalletto? oppure il cavalletto è a tre piedi e tutta questa roba non può starvi sopra? ecc.....

Bene!! Un foglio, una matita ed un righello...tanto per cominciare! Due misure (quelle del blocco di carta) e si può già partire a progettare il nostro supporto.
Una volta stabilite le misure, si passa al riporto del progetto su cartoncino, che si provvederà a piegare con le angolazioni che finali che desideriamo: faciliterà il lavoro a colui che dovrà tagliare e piegarvi la lamiera.
Se non avete troppa manualità fattegli fare anche fori e taglio.....

Come materiale, ho scelto una comunissima lamiera da 12/10 (1,2 mm) ma si può anche calare ancora di spessore perché non dovrà sopportare chissà che peso!!
Nella parte in cui si colloca il blocco, ho fatto fare solo una piega (quella in fondo che, se tenuto inclinato il supporto, non farà cadere il blocco stesso). Le due battute laterali non sono indispensabili, ma se le vorrete dovrete aggiungere due angolari, in quanto la piegatrice non riuscirebbe a farveli! Esistono dei profili d'alluminio di circa 1 cm che potranno fare al caso vostro: un po di colla rapida o silicone faranno benissimo l'affare per fermarli.

Ho dato alla parte porta pennelli una inclinazione diversa rispetto alla parte in cui fissare gli scodellini, questo per mia comodità. I fori della parte porta pennelli, più andranno vicino al bordo posteriore, e più saranno dritti: questo, perché se dovessero avere troppa inclinazione, potrebbero darvi fastidio nel uso della tavolozza!!

Ecco il risultato finale in verniciatura (se proprio proprio....) e senza piede (ancora) d'appoggio. Per quanto riguarda quest'ultimo, ho già un progetto, ma sarà per un'altra volta.......





Il porta pennelli (che servirebbe solo per i pennelli in uso!!) ha diversi buchi (a discrezione) e di diverse misure, in quanto a seconda del tipo e/o della taglia degli stessi, cambia il diametro del manico. Sono andato da 6 a 10 mm ca.



Gli scodellini (ovviamente) sono quelli comuni e potrete utilizzarli qui come altrove: ricordarsi solo di tagliare la lamiera della larghezza necessaria ad ospitare gli scodellini che intenderete mettervi, in quanto non tutti hanno le medesime dimensioni!!! Qui, ho utilizzato due scodellini di piccola taglia....e quindi ho lasciato 8 - 9 cm.

NB: se siete mancini o avete l'abitudine di tenere le cose a sinistra, pensate eventualmente a invertire la posizione degli scodellini, e quindi fare il taglio a sinistra e non a destra.....




Ed ecco il risultato finale.....


NB: la pendenza che potete notare nel piano porta pennelli/scodellini, NON era voluta......è la piegatrice che era un po...starata!!!!

Aggiornamento foto con piede:


Il piede è stato fissato su un porta vaso con ruotine che avevo li da tempo inutilizzato......

martedì 5 marzo 2013

Astuzie: separatori/distanziali per trasporto tele....bagnate.

Sul web ho trovato un accessorio che per alcuni potrebbe diventare una risorsa....soprattutto per chi dipinge fuori (in plein air) o abbia bisogno di trasportare tele non ancora asciutte da un luogo ad un altro.
Si tratta di un kit composto da 4 pezzi che vanno montati sui bordi di due tele identiche (come misure) messe faccia a faccia: cioè con le parti dipinte rivolte una verso l'altra. Ma forse e' meglio una foto che mostri l'accessorio montato.....
Eccolo: foto 1



Ed ecco il kit: foto 2:





Bene. Spero possa essere utile a qualcuno.

giovedì 21 febbraio 2013

Ciliegie con foglie.


Ciliegie con foglie






Supporto/support: Carta, paper, papier
Medium: olio, oil, huile.

Dim. support:  13.5 x 25 cm (solo carta, only paper, seulement le papier)

Cornice/frame/quadre:  x  cm (legno, wood, bois)
Con vetro, with glass, avec vitre.


Disponibile, available, disponible.

martedì 19 febbraio 2013

3 ciliegie

3 ciliegie.





Supporto/support: carta, paper, papier.
Medium: olio, oil, huile.

Dim.: 15 x 19.5 cm (solo la carta, only paper, seulement le papier)

Cornice/frame/quadre: 25 x 35 cm (legno , wood , bois)
Con vetro, with glass, avec vitre.


Disponibile, available, disponible.

lunedì 18 febbraio 2013

4 ciliegie

4 Ciliegie.











Supporto/support: carta, paper, papier.
Medium: olio, oil, huile.

Dim.: 14 x 25 cm (solo la carta, only paper, seulement le papier)

Cornice/frame/quadre: 25 x 35 cm (legno e doratura, wood and gold, bois + dorure)
Con vetro, with glass, avec vitre.


Non + disponibile, not available, plus disponible.

mercoledì 9 gennaio 2013

Come conservare la pittura tra una sessione e l'altra.


Potrebbe capitarvi che il tempo rimanente per dipingere sia poco e quindi dovete rimandare al giorno dopo o oltre...quindi, come conservare il colore (magari una scala di grigi...) fino alla prossima sessione? ecco alcune possibili soluzioni ricavate da vari testi o testimonianze altrui.


  • congelare la pittura in un barattolo sigillato e messo nel freezer (per la notte o più): andrà tirato fuori qualche tempo prima di cominciare la sessione successiva.
  • sommergere il colore nell'acqua: basta che sia appena ricoperto. Funziona ovviamente con tavolozze non in legno: vetro, plexiglass, lexan, ecc...
  • avvolgere la pittura con la carta trasparente da cucina.
  • aggiungere un po d'olio di garofano alla pittura, ma potrebbe scurirne un pochino la tonalità....
  • qualcuno raduna tutto il colore assieme (della stessa tonalità!) e lo lascia così. quando lo riprende, toglie la pelle che si è formata ed usa il colore rimasto fresco.
Non so se fra questi ci sia un modo migliore di un altro.....ma vi consiglio di provare quello che più vi piace e magari, dopo ripensamento (eventuale) provarne un altro.

In commercio, ho trovato alcuni tipi di tavolozze con chiusura ermetica che possono fare al caso nostro. Alcune sono più destinate alla pittura acrilica (perchè hanno una spugna ed un foglio speciale per depositarvi il colore e mantenere l'umidità anche per diverse ore) ma togliendo la spugna possono benissimo essere utilizzate anche per l'olio. Di solito hanno una zona centrale libera (per mescolare i colori) ed alcuni alveoli intorno per mettervi i colori primari o altri. Ritagliando un foglio di tavolozza di carta (quelli usa e getta) e usandolo nella zona centrale, si evita di perdere tempo per doverla pulire la si può benissimo riporre in freezer per la notte e recuperare il giorno dopo o anche a distanza di più giorni.....

Eccone un esempio:


questo modello specifico esiste anche in grigio, cosa che permette di avere un miglior  contrasto del colore preparato. Non sono di facile reperibilità: in Italia poi, non ne parliamo. e' più facile trovarle in inghilterra e farsela spedire.....


venerdì 21 dicembre 2012

Luci sulla città di notte


Luci sulla città di notte.




Supporto/support: Tela, canvas, toile
Medium: olio, oil, huile

Dim. Support:  50   x 70  cm

Cornice/frame/quadre:   non, no, non

Senza vetro, no glass, sans vitre.


Disponibile, available, disponible.

 

Gesù


Gesù



Supporto/support: pannello telato, canvas on panel
Medium: olio, oil, huile

Dim. Support: 50 x 70 cm

Cornice/frame/quadre: 60 x 80 cm (legno, wood, bois)
Senza vetro, no glass, sans vitre.



Non disponibile, not available, pas disponible.

Geisha


Geisha





Supporto/support: pannello telato, canvas on panel
Medium: olio, oil, huile


 
Dim. Support: 25 x 70 cm

Cornice/frame/quadre:   30 x 75 cm (legno, wood, bois)

Senza vetro, no glass, sans vitre.



Non disponibile, not available, pas disponible.






domenica 16 dicembre 2012

Pulizia pennelli

Dopo vari tentativi di trovare una soluzione per pulire velocemente e a fondo i pennelli, ho finalmente scovato il mio prodotto!! Si tratta del White Spirit. Per ora l'ho rimediato solo nei negozi di belle arti, e non particolarmente a buon mercato..... Non saprei neppure come tradurlo (alcool bianco...?) e quindi chiedendone la disponibilità presso mesticherie o ferramente, mi guardano come ad un alieno... Qualcuno mi suggerisce l'acquaragia minerale, ma non ne ho certezza assoluta!!

Si trova disponibile (sempre parlando della mia esperienza nei negozi di Belle Arti) in botticini da 75 ml o da 500 ml....con sensibile risparmio in questo ultimo formato. Qualche negozio di restauro online lo propone anche in 5 Lt, ma essendo destinato ad un uso "diverso" non saprei dire se sia lo stesso prodotto, o uno dei due un derivato dell'altro.....

A prescindere da tutto....il prodotto (come l'ho trovato) è veramente utile.

Versatene qualche centimetro in un contenitore di vetro (con tappo a chiusura stagna) e tenetelo sempre a portata di mano anche durante la seduta di pittura perchè è utilissimo anche per pulire un pennello che dovete riutilizzare con un altro colore. Pulire il grosso del colore con uno straccio (o carta) e inzuppare il pennello nel white spirit agitando le setole (non andate troppo vicino al deposito: rischiereste di sporcarlo invece che pulirlo!!); asciugare con uno straccetto pulito. Anche se dovesse rimanere un po di prodotto sulle setole, non sarebbe un problema in quanto si tratta sempre di un solvente: il prodotto asciuga rapidamente, ma se dovete usare il pennello appena pulito per sfumare o altro, consiglio di sceglierne un altro.
Il colore che viene staccato dalle setole, col tempo si deposita sul fondo del contenitore, lasciando il liquido trasparente come d'origine....lo si può a questo punto travasare in un altro contenitore, filtrandolo: un po di garza andrà benissimo. La parte pesante rimarrà principalmente nel primo contenitore che potrà essere pulito con acqua corrente, e reimpiegato per il prossimo travaso.

Considerati i costi dei pennelli di buona qualità, vale la pena scegliere un prodotto che li mantenga puliti senza rovinarne le setole.....

Un altro prodotto (in abbinamento!!) è un sapone della Da Vinci, che serve a togliere sia il colore che i residui dei solventi utilizzati per togliere il residuo tra le setole, ma che non sgrassa sempre al 100%.
Il sapone (ha un profumo molto buono...) esiste  in due forme: tondo e con scatola richiudibile, oppure nella forma rettangolare tradizionale e senza scatola....ma non credo sia un problema!!


Un altro metodo, visto su "disegnoepittura.it" di Salvatore D'angelo, è di preparare due contenitore in cui mettere in uno, metà olio e metà trementina, e nel altro, solo olio (di lino o altro per la pittura), procedendo col tirare via il grosso del colore rimasto su pennello con uno straccio, e quindi passarlo nel primo contenitore con la mistura....asciugare con straccetto per asportare il residuo, e continuare col togliere i residui passando il pennello nel contenitore con solo olio, e asciugarlo con straccio.

lunedì 26 novembre 2012

Cagliostro: acciaio e vetro

Cagliostro- San Leo.

Scultura in acciaio e vetro dipinto a gran fuoco.
Opera eseguita a 4 mani: Angelo Fantoni (acciaio) ed io (vetro).



Esposta per la prima volta nel 2007 (se ricordo bene) proprio a San Leo.....

Ecco un ingrandimento di Cagliostro:

 
Quest'anno, è tornato a San Leo per un mesetto (tra giugno e luglio).

domenica 25 novembre 2012

Mettersi all'opera? o alle opere???

Titolo ambiguo....ma vediamo di chiarirlo subito. La domanda vera del titolo sarebbe " meglio un quadro alla volta o diversi contemporaneamente?"  Suona meglio???

Vediamo che la risposta dipenderà da una cosa: il metodo!! Eh si!!! il metodo.....
Si, perché se dipingete alla prima, allora avete risolto il problema! ne fate uno alla volta per forza: il metodo è: iniziare e finire in unica seduta!! Bon....fine trasmissioni!!

Allora??
Allora!! Se dipingete invece col metodo tradizionale, MA (!!) utilizzate essicanti e "diavolerie" simili, diciamo che in linea generale non dovreste avere grossi problemi a farne uno alla volta, perché questi prodotti permettono di tornare sulla nostra tela dopo meno di 24H!!! E quindi, nel giro di tre o quattro giorni finire il nostro quadro: non ci vedo quindi nessun interesse ad incominciarne diversi....

Il problema si pone quando si vuole utilizzare il metodo tradizionale....quello vero, senza "diavolerie" (ah...le uso anch'io!! tanto per la cronaca...), con solo olio e diluente (trementina, solventi, ecc..!!

Ecco....ci siamo!!
E' qui che comincia l'interrogativo: sono un tipo da un dipinto alla volta o da più?
La risposta (che MI sono dato) è la seguente: quanto tempo hai a disposizione?
Sono convinto che anche per voi sarà lo stesso!! Avete tempo da vendere? o no?
Vediamo la differenza: se hai tempo a disposizione, cioè se riesci a dipingere in media 2 o 3 ore al giorno (!) allora puoi pensare di iniziarne più di uno, da alternare man mano il colore asciuga. Eh si... perché il problema nasce da questa fase: l'essiccazione!!!
Uno strato normale metterà mediamente 15/20 giorni ad essiccare....quindi, nel frattempo...che faccio?? Vale quindi la pena pensare a preparare più soggetti e ad intervalli di 2 - 3 giorni, lavorare su uno di questi, in modo da avere sempre la possibilità di lavorare su...."qualcosa"!

Se non avete tutto questo tempo, conviene lavorare su uno o al massimo due pezzi......con l'intervallo di una decina di giorni in modo da poter dipingere anche in casi di tempo.....più libero!!

Per un quadro eseguito con tutti i crismi (passaggi) dettati dal metodo tradizionale (vedi sul web anche metodo fiammingo) in cui gli starti sono minimo 7......occorrendo (per facilitare i conti) 30 giorni cadauno per essiccare, più i ritocchi finali (magari anche in 2 o 3 sedute......arriviamo a oltre 7 mesi!! Non è una battuta....è così.

sabato 24 novembre 2012

Imprimitura

Che cos'è l'imprimitura???

  • è lo strato neutro che si da tra il supporto (trattato dal produttore o da noi con gesso acrilico o simile) e la pittura vera e propria. Non è ancora lo studio tonale o grisaglia!!

A cosa serve?

Principalmente a due cose:
  • creare uno strato intermedio tra supporto e dipinto che serve da aggrappante e da base al nostro dipinto.
  • Qualcun altro lo usa per non dipingere su una superficie bianca, argomentando che è meno difficoltoso rendersi conto degli accostamenti dei colori su una base diversa dal bianco e, se avete provato...è vero!!
(va data dopo il fissaggio del disegno sulla tela: se avete ripassato il disegno a matita con un pennino e china, la traccia rimarrà visibile per i successivi 2 o 3 strati, anche se ciò dipende principalmente dallo spessore di pittura che si da)

Ci sono vari metodi?

Si. Almeno due, in linea generale.
  • Il primo (più tradizionale) consiste nel preparare un colore (e qui ognuno ha la sua ricetta!!) diluito con trementina e vernice Damar: anche le proporzioni sono un tema delicato che ogni artista interpreta a suo modo, ma come linea generale diremo:
75% di trementina e 25% di vernice Damar.
 
una volta dato, va sfumato bene con un pennello largo e morbido, finché lo strato diventi bello liscio ed uniforme. Lasciare asciugare: secondo la stagione, anche una settimana!! Dovreste vedere ancora chiaramente il disegno e quindi avere il lavoro fatto ancora utile per le prossime fasi. Più asciuga e più si schiarirà e più si evidenzierà il disegno sottostante.


  • Il secondo, invece, è più immediato e più......moderno!! si tratta di preparare un colore (simile a quello che avremmo fatto col metodo tradizionale, ma con colori acrilici!), diluirlo bene (bagnando a spruzzo anche la tela) e sfumarlo con il solito pennello morbido: è più facile che rimangano segni di pennello sull'acrilico rispetto al lavoro fatto con l'olio, semplicemente perchè l'acrilico asciuga molto in fretta!!
(olio su acrilico = OK; acrilico su olio = MAI).

Consigli: con il metodo tradizionale, prima di applicare l'imprimitura, passo una mano d'olio su tutta la tela e, nel caso risultasse troppo (in generale o a zone), lo si potrà spandere meglio e quindi rendere più omogenea questa fase usando uno straccio, che oltre a togliere il superfluo, aiuterà a stendere l'olio. Come procedura generale, dare l'olio prima di preparare la tinta che vi servirà per l'imprimitura, e procedere come appena descritto se lo valutate necessario prima di stendere la tinta.
Per l'acrilico, oltre ad aver bagnato la tela, durante la stesura della tinta, potreste continuare a spruzzarvi acqua in modo da allungare il tempo di lavorazione delle medesima.

Che colori utilizzare per l'imprimitura?

Personalmente quando preparo una tela per una natura morta, preferisco utilizzare Terre (Siena, Ombra.....) con giallo ocra, a volte del bianco e/o una puntina di verde (sap o altro....). A seconda di come mi viene la tinta, aggiusto...aggiungendo quello o quell'altro colore (anche non ancora inserito nella mia mistura: altre Terre, bianco, giallo o a volte anche del grigio di Payne.
NB: il bianco, aggiungetelo sempre dopo aver mescolato gli altri colori, e fatelo piano piano...un po alla volta.

 

giovedì 22 novembre 2012

Riporto del disegno sul supporto.

Per supporto, intendo ovviamente sia la tela, che il pannello telato, la tavola di legno o la carta...e forse qualche altro supporto che in questo momento non mi viene in mente!!

Ci sono opere che necessitano di schizzo a priori, e quindi il problema non si presenta...ovvio!! Anche un astratto - parlando di astratto istintivo - non ha bisogno di bozzetto: è la mano a guidare la spatola o altro mezzo per depositare il colore sul supporto. Se parliamo di metodo "alla prima" allora potremmo anche iniziare a parlare di schizzo, ma (rispetto ad altri metodi, come vedremo dopo) andrà per forza eseguito a mano libera, o mal che vada con l'ausilio di una "griglia" (vedi vecchia illustrazione in merito):



Quando invece cominciamo a parlare di natura morta, o soggetti complessi (anche panorami) ecco che si presentano varie possibilità......
Riprendiamo l'esempio nell'immagine sopra e diciamo che a quei tempi la fotografia non esisteva ancora, ma oggi ci può venire in aiuto: creiamo la nostra griglia sulla fotografia e quindi sulla tela ed iniziamo a riportare ogni tratto presente nei riquadri creati sulla foto all'interno dei corrispondenti quadretti della tela. Finito il disegno, si cancellano le linee guide dei quadretti, si aggiusta il disegno così fatto per migliorarne la visione totale, e quindi si fissa con un fissativo per grafite, o se volete spendere meno con lo stesso risultato, utilizzate della lacca per cappelli!! Come massima, dico solo che il numero di quadretti sulla (sia X che Y) devono essere identici a quelli eseguiti sul modello: se per esempio, il modello è stato suddiviso in 10 x 23, anche il supporto dovrà essere suddiviso con i medesimi valori. Altra cosa, se il modello è quadrato, anche il supporto lo sarà.... (per ulteriori info in merito, cercare sul web).
Uno strumento chiamato compasso proporzionale (proportional divider) può benissimo essere utilizzato ancora oggi per tracciare le linee principali del nostro disegno: lo strumento consiste in un compasso a 4 punte con un centro mobile che  - a seconda di dove lo si colloca - creerà un ingrandimento (o rimpicciolimento) del originale.
Altri, s'ingegnano con carta copiativa (esiste anche quella di GRAFITE fatta apposta!!) ed altri ancora usano invece la tecnologia......il proiettore, l'episcopio o macchine infernali che attraverso lenti servono a riportare il soggetto sul nostro supporto!! Ho addirittura visto una "app" per l'Ipad che serve a questo!!
Scegliete il metodo che volete, anche se il disegno a mano libera rimane un saldo principio dell'arte in generale.

Fatto il disegno e fissato sul supporto, siete pronti per partire col colore!!

C'è però chi non si ferma al disegno a matita!!!!
C'è chi non fissa la grafite (facciamo quindi un passettino indietro) ma ripassa il disegno (magari migliorandone alcuni aspetti) con pennino ed inchiostro di china. Mentre si ripassano i contorni, si creeranno anche le ombre più forti (ma non solo) per dare già al nostro schizzo un volume, una profondità che servirà come traccia per tutto il resto del lavoro....

mercoledì 21 novembre 2012

L'artista

Un operaio lavora con le sue mani.
 
Un artigiano lavora con le sue mani e la sua mente.
 
Come potremmo chiamare uno che lavora con le sue mani, la sua mente ed il suo Cuore???
 
Semplicemente....
 
un ARTISTA!!

Rudimenti sulla pittura ad olio tradizionale e della tecnica bagnato su bagnato.



Ci sono diversi modi di dipingere, ma le due tecniche principalmente utilizzate sono:


Il metodo tradizionale (pittura indiretta), un metodo lungo e “guidato”.

Il metodo bagnato su bagnato (pittura diretta), è un metodo di solito eseguito in una sola seduta, e che in Italia chiamiamo anche “alla prima”.

 

Il metodo tradizionale fa uso di una sotto pittura come base alla pittura stessa, la quale base può essere realizzata in scala di grigi (chiamata grisaglia) e in toni bruni (bistro): personalmente, preferisco le terre (Siena o Terra d'ombra....). I toni dello strato inferiore (o preparatorio o, come preferisco chiamarlo io: lo studio tonale) dovranno essere inferiori rispetto al risultato finale, ciò perchè andando a sovrapporre altri strati (anche velature trasparenti) si arriverebbe ad avere una tonalità generale del quadro troppo scura rispetto al modello.

 

Gli strati trasparenti vengono spesso dati come velature in sottili strati di colore sopra gli strati più opachi: bisogna però aspettare che gli strati inferiori siano essiccati prima di procedere. Ricordiamo anche che qualsiasi colore (anche se non trasparente) diluito (con olio o altri medium) nel giusto modo, risulterà trasparente: se siete alle prime armi, prima di procedere sulla tela definitiva, fate qualche prova su vecchi lavori o carta. (io, procedo così: quando mi avanza del colore, lo spargo su carta (di solito Fabbriano Acrylic da 400gr) e lo lascio asciugare: quando devo fare delle prove per testare la trasparenza di un colore da dare in velatura, lo provo su queste carte tenute per l'evenienza).

Lo strato ultimo (finale) di pittura, può essere dato direttamente sulle ultime velature. I colori applicati in questa maniera di solito danno maggior luminosità al dipinto finale rispetto al metodo diretto (alla prima).

Quando si lavora con questo metodo è importante lavorare “grasso su magro”.

Grasso è il colore preso puro dal tubo o con l'aggiunto di olio di lino, e ciò rende il colore molto più flessibile quando asciutto. Magro, è il colore senza aggiunta di olio o diluito con solventi. Il metodo di lavoro è di iniziare con pittura contenente poco olio (magro), continuando con pittura con un pochino d'olio, e quindi aggiungere ancora olio di lino (grasso). Come regola empirica, lavorare prima con i colori scuri e quindi con i colori chiari aiuta ad osservare questo principio.

 

Riassunto:

Il principio del grasso su magro.


  • Primo strato di pittura, diluito con solvente.
  • Quello(i) successivo(i) ha(nno) meno solvente.
  • Quello(i) successivo(i) NON ha solvente – colore puro dal tubetto.
  • Quello(i) successivo(i) è(sono) colore puro + un pochino di solvente.
  • L'ultimo strato, sarà sempre colore puro con più solvente rispetto a quello precedente.
NB: oggi come oggi, ci sono sempre più pittori (pro e non) che per ovviare ai tempi di attesa tra uno strato e l'altro, usano medium tipo il Liquin (Original) che, oltre a diluire (e quindi a rendere più fluido il colore) contiene un essiccante che nel giro di 24 ore permette di lavorarci sopra di nuovo.
 
 
 

Bagnato su bagnato o alla prima:



con questo metodo, il dipinto è eseguito in una sola seduta, con un “unico” strato che abitualmente risulta opaco o semi opaco. Di solito la tela viene trattata con un medium prima di iniziare col colore: personalmente uso l'olio di lino, ma c'è anche chi usa il Liquin (eh si!! anche qui....) per rendere il colore più fluido e più facile da deporre sulla tela. Se avete una tela importante – a livelo di dimensioni – converrà bagnarla nella aerea che si intende lavorare per prima, e quindi bagnare le aree successive man mano si affronteranno (soprattutto col Liquin che tende ad essiccare più rapidamente a contatto con l'aria).

Il colore ad olio viene steso sulla tela con pennelli e/o spatole: se necessario diluito con un pochino di medium. Alcuni colori sono già morbidi e fluidi di loro, e non hanno bisogno di maggior fluidità. I colori possono essere applicati d'istinto (alla prima) oppure possono essere sfumati con un pennello o strofinati per ottenere l'effetto desiderato.


Questo metodo è l'ideale quando si lavora in esterno (en plein air), cioè quando il dipinto viene completato in loco. Il caso di panorami eseguiti dal vero, sono il tipico esempio.

Bisognerà decidere una strategia da seguire prima di iniziare e di proseguire il dipinto. Tutti gli elementi che compongono un dipinto dovranno essere ben programmati (mentalmente), prestando attenzione ad alcuni elementi fondamentali:

  • la tonalità
  • la composizione
  • le forme e aspetto
  • colori
  • ecc...

Siccome qui non dobbiamo aspettare che il colore si asciughi, dovremo conoscere bene il materiale che utilizziamo, prima di iniziare! Cioè, improvvisarsi pittori alla prima senza conoscere bene il proprio materiale (colori, pennelli, spatole, ecc...) non potrà dare buoni risultati.
Per aiutarci nella programmazione (di cui sopra) si potrà eseguire un bozzetto o un disegno vero e proprio prima di iniziare ad usare pennelli e colori in modo da avere una traccia ben precisa, ma soprattutto....le proporzioni del nostro lavoro!!